Case, cantine, soffitte infestate....ne abbiamo sentito parlare un po' tutti... ma queste le sapevate?
LE FIAMME DEL FREDDO ETERNO
Guizzante sulle paludi, i boschi e le marcite, la luminescenza simile a una fiamma nota col nome di Fuoco Fatuo, era un tempo un fenomeno comune in tutta l'Europa del Nord. Le persone colte ne attribuivano l'origine ai gas naturali presenti nel terreno, ma la gente di campagna non ne era convinta e le storie delle disgrazie causate dai fuochi fatui la rendeva ancor piu' sospettosa. Moltissimi erano i nomi attribuiti alla strana luce. Nel Galles, per esempio, veniva chiamata "le candele dei morti" e, dal momento che appariva proprio all'altezza di una mano sollevata, dava l'impressione di essere trasportata da un fantasma e si credeva fosse presagio di morte. In Germania si credeva che le luci fossero i fantasmi di coloro che avevano rubato della terra, mentre per i finlandesi, la luce era un liekkio, ovvero lo spirito di un bambino sotterrato nella foresta. In ogni caso, le fiamme, costituivano sempre un pericolo per i viventi: i viandanti che le scambiavano per le luci lontane di un'abitazione si perdevano nel folto degli alberi, dove il terreno si faceva instabile e li inghiottiva nelle profondita' delle paludi. Chiunque ne avesse seguito la luce, secondo la credenza popolare, era prossimo all morte.
GLI SPIRITI DEI BAMBINI CHE GRIDAVANO NELLE TENEBRE
Tra i diversi tipi di spettri che si presentavano ai viandanti, pochi ispiravano tanta pietà come i navky dei paesi slavi. Erano i fantasmi di bambini morti senza essere battezzati oppure uccisi dalle loro stesse madri e si manifestavano spesso come bambini molto piccoli o ragazzine che si dondolavano tra i rami degli alberi, gridando e piangendo nella notte. Alcuni supplicavano i passanti di dar loro il battesimo, altri, smaniosi di vendetta sui viventiche li avevano così condannati, li attiravano in luoghi pericolosi. Poteva anche accadere che non si presentassero in forma umana: in Iugoslavia si diceva che fossero dei grandi uccelli neri che gridavano in modo impressionante.
......Alcuni dei racconti sulle stanze infestate da fantasmi sono molto lunghi ... ma la storia più corta di tutte parla di un uomo che si svegliò bruscamente da un sonno profondo. Stava disteso nel fitto buio della camera silenziosa e avrebbe desiderato il conforto di una candela. La storia consiste, nella sua interezza, di queste parole: " Si svegliò di soprassalto, spaventato; fece per prendere un fiammifero e un fiammifero gli fu posto in mano". ....
UN TOCCO GELIDO NELLA NOTTE
Il castello di Gilsland nel Cumberland inglese era un luogo inquietante e minaccioso, dai muraglioni in pietra stillanti umidità e i corridoi bui percorsi da correnti gelide. Una volta avvenne che un bambino fu rinchiuso in una stanza vuota dei piani superiori perchè era stato cattivo, e vi morì assiderato. Nei secoli che seguirono, si potè scorgere la sua figurina avvolta nella camicia da notte aggirarsi per il castello, manifestando la sua presenza in vari modi. Camminava nel buio, tremando e battendo i denti, alla ricerca di una porta aperta e, quando la trovava, si avvicinava al letto del dormiente, piagnucolando; ma, se la persona era ammalata, allungava la sua mano gelida sul corpo, sussurrando: "Freddo, freddo, per sempre freddo. Avrai freddo per sempre". Dopo queela visita, il malato invariabilmente moriva, liberato dai suoi dolori dal freddo tocco del ragazzino che dimorava nel castello di Gilsland.
LA FUGA INFUOCATA DI UNA CRUDELE SIGNORA
Se un tempo l'Europa abbondava di case e campi di battaglia frequentati da fantasmi, Roma aveva il suo ponte spettrale: Ponte Sisto, che solca il Tevere non lontano da Palazzo Farnese. Nelle notte buie, i vagabondi che si trovavano sulla banchina del Lungotevere dei Vallati vedevano spesso una carrozza nera attraversare rombando il ponte, proseguire lungo l'argine e sparire nel fiume. La carrozza era tirata da cavalli neri e l'insieme era completamente avvolto dalle fiamme della perdizione. All'interno c'era una vecchia donna avvizzita, che stringeva due forzieri d'oro. Era lo spettro di Olimpia Maidalchini Pamphili, cognata di Papa Innocenzo X; quando era viva avevano fatto un gioco di parole con il suo nome: "Olim Pia, Nunc Impia", "Un tempo pia, ora empia", e altri si riferivano a lei come la "Papessa", per via del controllo ferreo che aveva sul cognato, di cui si diceceva fosse l'amante. Ciò nonostante, la donna aveva sempre trattato Innocenzo in modo freddo e spietato, anche in punto di morte; il Papa era sul suo letto di morte che Olimpia, già enormemente arricchitasi a sue spese, penetrò nella stanza e si impadronì di due forzieri d'oro che si trovavano sotto il letto. Non disse a nessuno che il Papa stava morendo e Innocenzo morì solo, coperto unicamente da un'esigua coperta. Quando Donna Olimpia morì, dovette espiare la sua perfida azione e per sempre il suo fantasma fu visto precipitarsi con fracasso attraverso il Tevere, un viaggio affannoso che conduceva inesorabilmente all'inferno.
OMICIDIO PER PROCURA DI UN FANTASMAIn Islanda, con le arti magiche si potevano meterializzare i fantasmi da un osso umano. Queste creature venivano chiamate Sendings o " Mandati" ed erano utilizzate per compiere omicidi, anche se non erano infallibili e potevano essere sconfitte. Un tempo era vissuta un'avvenente vedova, da molti richiesta in moglie, anche se la donna rifiutava tutti gli spasimanti, compreso uno che rimase ucciso nel corso di un esperimento di stregoneria. Dopo quella proposta e quell'avvenimento, la vedova, una donna previdente, si mise in guardia. I suoi timori trovarono infatti conferma un pomeriggio d'estate, quando, sola nella dispensa, stava preparando la cena per gli aiutanti della fattoria: nonostante tutto fosse immobile, ad un certo punto, una specie di sesto senso l'aveva fatta girare verso la porta. Vide un' ombra, nera e incorporea come fumo, fatta eccezione per una macchia bianca nel mezzo, che scivolò dalla porta attraverso la parete della dispensa e capì che si trattava del Mandato dello stregone. Come le si avvicinò, la donna lo colpì con il coltello nell'unico punto vulnerabile, la macchia bianca. Infatti, instantaneamente , sia il coltello che il fantasma sparirono dalla vista. La mattina dopo, la donna rinvenne il coltello nel cortile, conficcato in un osso umano scheggiato. Il suo coraggio e la lama metallica avevano operato la magia e, da allora, nessuno la disturbò più.




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