LE FORME CLASSICHE
L' Anfittero: Serpente alato privo di zampe, l'Anfittero viveva lungo le rive del Nilo ed in Arabia, dove faceva la guardia agli alberi di incenso, mettendo in fuga chiunque volesse impossessarsi della preziosa resina.
La Veverna:Temuto per la sua ferocia e le pestilenze causate in Europa, Grecia ed Etiopia,questo dragone alato presentava la coda ravvolta a spire e due zampe di aquila poste sotto le ali.
Il Dragone Araldico: Il genere più diffuso e temibile, aveva robusti denti velenosi, quattro zampe dai lunghi artigli ed una cresta di aculei taglienti e appuntiti che dal naso ad arpione si estendevano fino alla coda pungente.
La Grande Biscia: Senza zampe e senza ali, la grande biscia avrebbe potuto sembrare un semplice serpente, se non fosse stato per la massiccia testa di drago,cornuta e barbuta. Tali creature solevano vivere nelle foreste nei pressi dei corsi d'acqua.
Il Lindworm: Via di mezzo fra la Viverna alata e la Grande biscia, il lindworm aveva due zampe ed il corpo di serpente. Nell'attraversare le steppe dell'Asia Centrale, Marco Polo annotò l'avvistamento di alcuni esemplari di Lindworm.
GLI AMBIENTI
Gli Abitanti delle Caverne: Ovunque ci fossero grotte e caverne, era probabile vivessero dei draghi, che amavano i luoghi umidi, freddi ed oscuri; tane simili erano facili da difendere e quindi perfette per quelle creature solitarie e sospettose di natura. Le caverne prossime alle citta erano le preferite, in quanto più vicine "provviste" di cibo.
I Predatori delle Montagne: Le montagne scoscese costituivano un inespugnabile campo di caccia per i draghi alati; dalla vista acuta come falchi, avvistavano la preda dall'alto per poi lanciarsi su di essa in picchiata e, una volta afferrata tornarsene nella tana fra le alture. Fra i predoni montani più pericolosi figurava il Tatzlwurm, drago sputafuoco che si nutriva del bestiame e dei bambini smarriti sulle Alpi svizzere ed austriache.
Gli Abitanti delle Acque: L'elemento primario, l'acqua, rappresentava il rifugio di molti draghi, che vivevano nei mari, nei laghi e nei fiumi di tutto il mondo, dove solevano attaccare le navi e cibarsi di pesci. I corsi d'acqua tuttavia fornivano soprattutto un luogo ideale per nascondersi ed avvicinarsi indisturbati a porti e città.
Le Creature delle Paludi: Le paludi, come le caverne, erano molto ambite dai draghi, le cui tane, ritenute senza fondo, erano piccole buche, fresche in estate e mai gelide in inverno, dalle quali usciva un misterioso vapore.
LA DIVISIONE COSMICA DEI COMPITI.
I Guardiani Celesti: I dragoni celesti della Cina stavano a guardia dei celi, sostenendo le dimore degli Dei e proteggendole dai nemici; soltanto questi draghi ed i loro corrispondenti terreni rappresentati sulle insegne rege avevano cinque artigli, tutti gli altri ne avevano solo tre o quattro.
I Guardiani del Tesoro: I draghi che vivevano nelle viscere del globo erano incaricati di custodire i tesori sepolti nella terra; ognuno di loro possedeva una perla che aveva il potere di moltiplicare qualsiasi cosa con la quale venisse a contatto; la perla simboleggiava la saggezza, ritenuta un altro tesoro nascosto.
I Signori del tempo: Volteggiando nei cieli, i draghi spirituali governavano il vento, le nuvole e la pioggia dai quali dipendeva la vita. I Cinesi cercavano sempre di compiacere quelle creature, poichè, nel caso si fossero adirate, le conseguenze per i mortali sarebbero state disastrose.
I Signori dei Fiumi: I draghi terreni stabilivano il corso dei fiumi, ne regolavano il flusso e ne custodivano le rive. Ogni fiume in Cina aveva il suo Re Drago che manteneva il controllo sulle acque dal suo palazzo sommerso.
MITI E LEGGENDE
Il Distuttore alle radici del mondo
Secondo un'antica credenza norvegese, un albero immenso chiamato Yggdrasil si estendeva dalla volta celeste fino alle profondità degli infere. Nidhoggr, un drago feroce mordeva continuamente le radici dell'albero nel tentativo di distruggere l'ordine della creazione, che tuttavia possedeva un battaglione di difensori. Tre esseri simili a divinità, chiamati Norns, sedevano accanto al drago tessendo il filo del destino dei mortali. Due cervi brucavano le foglie dell'albero e bagnavano la terra con la rugiada che si posava sulle loro corna. Un capra rosicchiava la corteccia dell'albero e forniva l'idromele per gli eroi mortali che avrebbero liberato il mondo dai draghi. Fra gli uccelli appollaiati sui rami di Yggdrasil, l'aquila: la più grande e pericolosa nemica dei terribili mostri.
IL VIGILE GUARDIANODELLE MELE DOROIn Grecia, i poeti raccontavano la seguente storia. Agli antipodi del mondo sorgeva un'isoletta chiamata il Giardino dell'Oceano, sulla quale cresceva un albero dalle mele d'oro. Poichè un morso di quel frutto avrebbe consentito ad un essere mortale di acquisire il sapere degli immortali, gli dei avevano inviato Ladon, il Drago che non dormiva mai, a guardia dell'albero. Un re mortale mandò Ercole in cerca delle mele. Alcuni cantastorie sostenevano che l'eroe avesse ucciso il drago e rubato un intero ramo dell'albero; altri affermavano invece che nessuno, nemmeno un impavido come Ercole, avrebbe potuto sopravvivere ad uno scontro con Ladon. Secondo quest'ultima versione, Ercole convinse il Dio Atlante, sulle cui spalle poggiava il cielo, a raggiungere il giardino incantato e raccogliere il frutto magico. Mentre il Dio era impegnato nella missione, Ercole aveva preso il suo posto e aveva sostenuto il cielo fino a quando Atlante era tornato con le mele.




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